Report assemblea operaia di Roma del 9 maggio 2009

Sabato 9 maggio 2009 si e’ svolta, nei locali del dopolavoro ferroviario di Roma Termini, un’assemblea operaia, che ha visto la presenza di lavoratrici e lavoratori dei settori metalmeccanico-telecomunicazioni-trasporti-edilizia-bancario-grandi alberghi-poste-scuola-ricerca.

Erano presenti sindacalisti U.S.I., Confederazione Cobas, O.r.Sa e militanti politici dell’Assemblea Coordinata e Continuativa contro la precarieta’, del Collettivo Comunista di via Efeso, del Comitato Precari Autoorganizzato di Bergamo, di COMBAT.

Erano presenti inoltre Dante De Angelis ( macchinista r.l.s. Trenitalia plurilicenziato ), il Comitato no/morti sul lavoro ed una redattrice del quotidiano Il Manifesto.
Dopo una introduzione sull’itinerario tecnico dell’assemblea sono intervenuti, in ordine temporale:

  • il Comitato no/morti sul lavoro
  • un lavoratore ex Atesia
  • una lavoratrice dello Sheraton hotel
  • un lavoratore precario di Bergamo
  • un lavoratore Aci informatica
  • un militante dell’Assemblea Coordinata e Continuativa contro la precarieta’
  • un sindacalista della Confederazione Cobas
  • Dante De Angelis
  • un militante di Combat
  • un ferroviere dell’assistenza a terra di Roma Termini

L’assemblea, oltre che descrivere l’attuale fase di passivita’ e riflusso del movimento di classe dovuto all’accelerazione dei processi di riformismo antioperaio nella crisi, ha analizzato la generale  riduzione  della forza operaia e conseguentemente delle conquiste, dei diritti, delle liberta’ strappate in decenni di lotte.

L’assemblea si e’ lungamente interrogata sulle motivazioni profonde alla base del “silenzio Italiano” nella crisi, che pure vede un po’ in tutta Europa episodi di contestazione e rivolta, trovando una prima risposta nell’insufficienza delle forme politiche e sindacali in campo nella fase attuale.

Dagli  interventi dei lavoratori si e’ avuto uno spaccato delle vertenze e delle lotte in atto, sia pur nel generale riconoscimento della necessita’ di una loro maggiore conoscenza e pubblicizzazione, di un loro collegamento e di una migliore organizzazione.

L’assemblea non si e’ limitata a questo; nella presa d’atto della attuale solitudine operaia, l’impegno generale e condiviso e’ stato quello di un’immediato, primo collegamento stabile tra le forze presenti, nella forma di un Coordinamento Nazionale Autoorganizzato.

A questo fine, l’assemblea ha preso alcuni impegni pubblici da realizzare nei prossimi mesi.

  • Seguire unitariamente tutte le vertenze, le lotte, le mobilitazioni in cui si e’ presenti.
  • Collegare in un’unica assemblea nazionale da svolgersi all’inizio del prossimo anno politico le assisi locali in svolgimento con l’obiettivo della possibile creazione di Camere del Lavoro Territoriali.
  • Organizzare nel mese di giugno una grande iniziativa cittadina ( possibilmente all’aperto in un qualche parco pubblico ) sul tema della “guerra sotterranea del lavoro salariato contro gli operai”; un’iniziativa cui ha dato gia’ la propria disponibilita’ il Comitato no/morti sul lavoro.
    L’iniziativa dovrebbe titolarsi

“ Il lavoro salariato e’ una catena che uccide. Rompila!- Vita-lotta-liberta’ per i lavoratori! “.

ASSEMBLEA OPERAIA
Roma
9 maggio 2009

è solo un drammatico errore

C’è grande dolore, grande rammarico per quello che è avvenuto ma purtroppo drammatici episodi come questo non possono mai essere esclusi quando si opera in una zona così complessa, così pericolosa e così difficile come è oggi l’Afghanistan", ha detto La Russa al Giornale Radio Rai.

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE5430K620090504
 
 
Behnooshahr di 12 anni
le hanno cambiato il nome
drammatico errore
ora è chiamata
profondo sgomento
sentito cordoglio
i nomi si sommeranno
non più
Behnooshahr di 12 anni
non più il suo nome.
 
Chiamiamola sempre
soltanto
Behnooshahr
il nome che avrebbe portato
nella vita che non avrà
e gli assassini tacciano.
 
Chiamiamola
Behnooshahr
colei che nel suo  nome
somma
gli stermini dei secoli.
 
Behnooshahr
non sapeva
che sarebbe diventata
un numero nella somma totale
Era solo una bambina
una bambina
di un paese maledetto
Sognava come tutte le bambine
della sua età il  futuro
smesse le bambole
sognava l’amore
 
Un sogno scandaloso ora
un sogno da punire con la morte.
 
Nei secoli si sommano gli stermini:
dagli indios
ai nativi americani
ai negri schiavi
nei secoli:
agli ebrei
ai palestinesi
ai rom
agli armeni
ai kurdi
nei secoli
e un giorno
un drammatico errore
somma tutti questi stermini
in
Behnooshahr di 12 anni
Aveva un sogno troppo ambizioso:
vivere.
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E Cassio rispose:”La colpa, caro Bruto, non e’ delle stelle ma nostra se siamo schiavi”
(Shakespeare “Giulio Cesare”)


 
vittoria
L’avamposto degli incompatibili
www.controappunto.org

Agguato di stampo mafioso al CSOA Cloro Rosso

Giovedì 30 Aprile, presso il Centro Sociale Autogestito Cloro Rosso, era stato organizzato un evento musicale, il cui provento doveva essere destinato in parte alla cassa di resistenza del Comitato Lavoratori in Lotta, composto da alcuni operai recentemente messi in cassa integrazione dall’Ilva di Taranto.
L’incasso proveniva esclusivamente da un minimo contributo che ogni singolo spettatore doveva versare all’ingresso del Cloro Rosso.
Verso la mezzanotte, alcuni individui si recano al Centro Sociale e cercano di entrarci, con fare minaccioso e sprezzante, senza versare alcunché,. Parte di questo gruppo, addirittura, tenterà di aggirare la struttura, cercando di intrufolarsi all’interno scavalcando da alcune finestre.
Nonostante i vani tentativi di far capire la bontà di tale pagamento, il gruppo si rifiuta di pagare e, uno di loro, minaccia ed aggredisce alcuni ragazzi presenti.
Il servizio d’ordine del Cloro Rosso, tuttavia, riesce a respingere prontamente il teppista, mettendolo alla porta.
Dopo pochi minuti, quando la situazione sembrava ritornare alla normalità, un individuo coperto da passamontagna e armato di pistola entra nel Cloro Rosso sparando diversi colpi di arma da fuoco.
Alcuni colpi andranno a vuoto, tre invece colpiranno in pieno un ragazzo, più un quarto proiettile che si conficcherà, quasi per miracolo, nel suo telefonino cellulare.
C’è un fuggi fuggi generale, si assiste a ragazzi e studenti terrorizzati che si nascondono nelle aiuole o che scappano all’interno per ripararsi dalle pallottole.
Un compagno del servizio d’ordine, appena il teppista avrà svuotato il caricatore della sua arma, riesce ad immobilizzare il criminale, ma viene successivamente aggredito da un secondo individuo, riportando anche una ferita da coltello.
Il trambusto richiama altri presenti sulla scena del crimine e i due vigliacchi aggressori, vistosi in inferiorità numerica, si dileguano nella notte.
L’attacco subito da noi compagni del CSOA Cloro Rosso riteniamo che non riguardi solo la nostra struttura.
Giovedì 30 Aprile, a Taranto, è stata attaccata la democrazia e le basilari regole del vivere civile.
In questa città, oltre a rischiare la vita per l’inquinamento e per il lavoro, ci si può rimettere la pelle anche nell’organizzare un concerto di solidarietà.
Un chiaro segnale del degrado sociale e del culto “camorristico” che imperversa nei nostri quartieri e che sempre più spesso fa presa nelle nuove generazioni.
Ma altrettanto chiara sarà la nostra risposta a queste vili intimidazioni.
La nostra voglia di continuare a lottare per migliorare questa città, attraverso un percorso culturale ed aggregativo che ormai dura da un anno, non viene scalfita minimamente da questo seppur terribile episodio.
Il CSOA Cloro Rosso continuerà ad esistere fino a quando ci saranno persone che continueranno a credere in questo progetto.
Le nostre idee e la nostra volontà sono più forti di qualsiasi pallottola.


CSOA CLORO ROSSO

FINO ALL’ULTIMO RESPIRO

Nawal al-Saadawi l’amore al tempo del petrolio

dedicato a  Delara Darabi.
donna, nata in Iran, pittrice, assassina forse, detenuta , impiccata.
 
1 Maggio Nicosia (Apcom) da la notizie dell’esecuzione, resa nota  da Amnesty international della pittrice Delara Darabi, 23 anni, colpevole per un omicidio in corso di una rapina compiuta all’età di 17 anni.E’ stata Delara e’ stata impiccata nella prigione di Rasht, nel nord dell’Iran., dopo cinque anni di detenzione, senza che fosse informato il suo avvocato.
E senza che nemmeno che si sappia con esattezza le dinamiche dell’omicidio, in un primo tempo Delara confessò: sappiamo i metodi per ottenere le confessioni quando si finisce in mano a giudici o religiosi o laici, poi ritrattò accusando del delitto il suo complice, sappiamo anche i metodi per ottenere le ritrattazioni da legislazioni religiose o laiche.
Inconfutabile è il fatto che aveva 17 anni quando compì la rapina e avvenne l’omicidio, e che a 23 anni è stata condannata a morte.
a me basta questo per sentire indignazione e sofferenza.
Un primo maggio che non rientra nelle celebrazioni del 1° maggio.
A lei e alle donne arabe sotto l’imperio della schiavitù patriarcale e religiosa dedico, virtualmente, il romanzo di questa scrittrice, mutilata  nella sua sessualità come tante donne, a lei dedico le parole di Nawal, combattente coraggiosa, colei di cui è stato detto:più di ogni altra ha saputo descrivere le sofferenze delle donne arabe:
"Bedur, dovevi morire per fare un pò di luce nell’oscurità delle menti?"
Paladina dei diritti delle donne e della democratizzazione nel mondo arabo, è conosciuta internazionalmente come scrittrice e psichiatra. I suoi libri sulla condizione della donna nel mondo arabo hanno avuto un profondo effetto sulle ultime generazioni. A seguito delle sue pubblicazioni scientifiche e letterarie ha dovuto affrontare numerose difficoltà. Nel 1972 ha perso il suo lavoro presso il governo egiziano; "Health" il  giornale da lei fondato è stato chiuso dopo 3 anni di attività. Nel 1981, sotto il governo del presidente Sadat è stata incarcerata, fu rilasciata un mese dopo l’assasinio di Sadat. Dal 1988 al 1993 il suo nome era tra quelli segnati su una lista di morte di un gruppo terroristico fondamentalista. Alcuni suoi romanzi tra cui "l’amore ai tempi del petrolio" sono stati banditi e censurati dalla massima istituzione religiosa Egiziana Al Azhar, che ha ordinato il ritiro da tutte le librerie egiziane.
il resto su
http://www.sirente.it/9788887847161/l-amore-ai-tempi-del-petrolio-nawal-al-saadawi.html

Partì alla ricerca del suo orgoglio perduto. Aveva l’orgoglio di un animale che si impunta con le zampe e non vuole più camminare. Lei non era una donna né per la cucina né per il letto, non conosceva a memoria le canzoni che le donne cantano quando stanno in bagno. Non capiva nemmeno la passione che poteva suscitare nel cuore del marito l’osservarla mentre cucinava il cavolo ripieno. Inoltre, non sbatteva le ciglia quando il datore di lavoro, o Sua Maestà, la guardavano.”
 
vittoria L’Avamposto degli Incompatibili
www.controappunto.org

Fiat Chrysler classe operaia…vai all’inferno

di Vittoria Oliva

E’ veramente sorprendente il dibattito attualmente in corso, rispetto alla ridefinizione del capitale per superare la "crisi epocale", in merito all’immissione di "elementi di socialismo nel mercato".
Dato che parlando di questa crisi si fa riferimento alla precedete "crisi epocale"  degli anni venti. e trenta, sarà cosa utile puntualizzare alcune cose.
La grande crisi che gelò il mondo nell’ottobre del 29, si manifestò negli Stati Uniti in prima battuta , per estendersi poi anche in Europa, In Italia la ricaduta più pesante si ebbe negli anni 30 34:  negli anni 30 i titolo azionari crollano del 40% , nel 32 il prodotto lordo dell’industria manifatturiera scende all’85% rispetto a quello del 29.La disoccupazione tocca circa un quarto della forza lavoro nell’industria.
Come superò la crisi il sistema capitale in quegli anni? ricorrendo sia nella democratica America che nella dittatoriale fascista Italia con le normative keneysiane, modellate secondo il sistema o democratico o rimodellate secondo il  fascismo  al potere, in effetti la sostanza era  la stessa : lo Stato doveva intervenire e regolamentare i processi economi e produttivi affinché da fattore  puramente economico assumessero anche  una valenza  sociale: in  America il New Deal di Roosevelt "il capitalismo diretto dall’alto"; nei regimi nazionalfascisti la socializzazione: in entrambi i casi o per amore o per forza è necessaria la collaborazione delle masse e il coinvolgimento della forza lavoro.
A me sembra che nella crisi attuale si sia fatta la scelta della socializzazione ovunque, tanto è alcuni critici di Obama gli rimproverano di non essere sufficientemente 
Roosevelt.
La Carta del lavoro che definì i principi basi dell’ordinamento corporativo fascista fu emanata nel 27 anche se sostanzialmente si sviluppò negli anni 30, con lo scopo di  superare lo scontro frontale tra captale e lavoro tramite  lo strumento delle categorie rappresentate nelle corporazioni che erano organi dello Stato di fatto.Vanto del regime fascista era "l’originalità" della sua esperienza che si poneva come terza via tra il liberismo e l’economia socialista: pare di sentire Tremonti e pare di sentire tanti "sinistri" che parlano di liberismo sfrenato e di neo liberismo, mai di capitalismo. Nell’Italia fascista la cosa si sostanziò con una serie di organismi burocratici IMI ed IRI sopratutto che operavano in diversi comparti dell’economia e dell’organizzazione sociale: bonifica territoriale, mediazione fra competitività di produttori, controllo annonario e dei prezzi al dettaglio, CONTROLLO BANCARIO, consorzi obbligatori.
Tutte cose che non ebbero poi la loro rilevanza sul piano economico, ma sortirono l’effetto di placare il conflitto sociale in un periodo economicamente duro  sul piano interno ed internazionale. O New Deal o dottrina corporativa a quello miravano sopratutto per impedire che la crisi portasse a delle rivoluzioni che già si erano viste in Germania, o ad azioni sindacali dure che si erano avute negli USA, basta pensare alla nascita della giornata internazionale del primo maggio.

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